ADESIONI di SOLIDARIETA' E PARTECIPAZIONE
pervenute alla
ASSEMBLEA PERMANENTE DELLE DONNE - NAPOLI

(UDI-gruppoNapoli)
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per aderire basta inviare i propri dati cliccando QUI
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Moltissimi sono giunti gli attestati di solidarietà con le vittime della barbara irruzione al Policlinico.
Di seguito se ne riportano alcuni giunti direttamente All'Assemblea Permanente delle Donne di Napoli e all'UDI-Napoli
[Tratto dalla mail indirizzata all'UDI-Nazionale dall'UDI-Napoli (Responsabile Stefania Cantatore)]
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All'Assemblea Permanente delle Donne di Napoli e all'UDI.
Comunicati ed Adesioni da parte di:
 

Valeria Valente - Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Napoli  anche di:
Luisa Menniti
Marcella Scardaccione
Julia Franco
Giuliana Caso
Marcella Starita
Tecla Carannante
- Assessorato Pari Opportunità
Ersilia Salvato,
Dolores Madaro
Rosaria Scarambone
Luisa Festa
Adriana Buffard
i
Le donne della CGIL del Lazio e della Campania
Elisabetta Gambardella
Chiara Guida
Le Donne
dell' ADUC (- Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori - www.aduc.it )**
DONNEinQUOTA [qui il loro Comunicato Stampa (in pdf)]
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** L'ADUC ha Offerto ASSISTENZA LEGALE ( qui il loro Comunicato Stampa)

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Seguono le prime adesioni giunte da varie parti d'Italia
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Carissime siamo solidali con la donna che ha ricevuto questa terribile offesa,

scenderemo domani per un presidio a Bologna nella stessa ora in cui voi farete il vostro!

L'attacco all'autodeterminazione delle donne, delle lesbiche e di tutt* i soggetti che escono fuori dalla norma patriarcale è fortissimo.

Ora e sempre resistenza!!!

per Fuoricampo

Luki Massa

 

vi allego l'appello che insieme alla Rete delle Donne di Bologna abbiamo diffuso.

Care tutte, dopo il gravissimo fatto di Napoli sull'irruzione della polizia al Policlinico con  l'intenzione di punire un aborto,

in tante città si scenderà in piazza a sostegno delle compagne di Napoli.

A Bologna l'appuntamento è domani alle 17.00 sotto l'Ospedale Sant'Orsola, via Massarenti, 9.

Questo è l'appello della Rete delle Donne di Bologna di cui noi facciamo parte.

Inoltrate la mail a chiunque conosciate e invitate tutte a partecipare al presidio.

Grazie,

le Fuoricampo 

 

 

 NAPOLI: LA CROCIATA CONTRO LE DONNE NON SI FERMA

Per dare la nostra più affettuosa solidarietà a Silvana, per dire il nostro sdegno e la nostra estraneità a un Paese che manda i poliziotti in ospedale a interrogare e maltrattare una donna che ha appena compiuto una delle scelte più difficili della propria vita.

 

Per ribadire che il diritto di scelta e la cura delle vite sono la nostra esperienza quotidiana e sono oggi minacciate dalla campagna contro l´aborto che assume via via i toni di una feroce crociata contro le donne e invade la campagna elettorale.

 

Usciamo dal silenzio si impegna a prendere parola e iniziativa pubblica, insieme al movimento delle donne che si mobilita a Napoli e in altre città e a tutte e tutti coloro che condividono la preoccupazione e l´indignazione davanti al franare di uno spazio condiviso di democrazia, laicità e diritto nel nostro paese.

 

Milano, 13 febbraio 2008

 

 

sul sito www.usciamodalsilenzio.org è aperto un luogo di dibattito e confronto

 

mi autodenuncio ieri oggi e domani per gridare la libertà di poter
decidere della mia vita senza intimidazioni.

sono con il cuore, con il pensiero e con la forza che come donna ho
insieme a voi alla mobilitazione per tutte le donne che ho conosciuto e
per quelle che non conosco, con nel sangue la forza di tutte quelle
donne che hanno perso la vita per la mancanza di una legge che ci possa
consentire di decidere di noi stesse e per la lotta fatta per riuscire a
ottenerla. per non dimenticare mai!

un abbraccio a tutte

Melissa
milano

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In qualità di presidente dell'arcigay di  napoli Vi esprimo la mia vicinanza  e la disponibilità a ritornare in piazza accanto alle donne per la laicità e la difesa delle 194.

Salvatore Simioli

presidente@arcigaynapoli.org

Cell.3479262425

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  La mia incondizionata solidarietà a voi e a quelle donne molestate dai
soliti maschi dominanti e prepotenti.
Beppe Pavan (gruppo Uomini in Cammino e comunità di base di Pinerolo)

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Quello che è avvenuto a Napoli non è incredibile ma la logica conseguenza di responsabilità certe. Di chi? Non di Berlusconi e del suo carvanserraglio, del guazzabuglio del Partito Democratico, del Vaticano che cerca di affermare i suo potere che è essenzialmente economico, della ricerca sistemica della sinistra di un accordo sempre e comunque col mondo religioso.
LA RESPONSABILITA E' NOSTRA!
Avevamo uno strumento: unire le poche forze che abbiamo singolarmente per portare questo sfortunato paese, questa povera città a livelli di decenza europea, quello strumento era la CONSULTA LAICA ma si è sempre cercato di chiudersi nel proprio particolare, essere gli unici interlocutori del potere ottuso, si è alzata sistematicamente la propria bandierina che veniva sempre offuscata dalle bandiere dell'imbecillità dell'Italianistan enclave del Vaticanistan. Ma quell'alzare la propria bandierina anche se era inutile dava gioia ed effimere illusioni - e forse uno 0,0001 di illusorio potere -
L'attacco alla laica Italia con le sue conquiste - avvenute dopo il sessantotto - Aborto, Divorzio, Diritto di famiglia, Statuto dei lavoratori e via elencando è in atto da tempo ma ben poco è stato fatto per difenderle concretamente.
Compagni, Amici, Fratelli uniamoci per far blocco comune contro questo attacco alla civiltà, alla dignità, all'intelligenza.
Aspettiamo una vostra reazione positiva, possibilmente non solo di incazzatura ma di concreta operatività.
Costruiamo una vera e forte CONSULTA LAICA

Olimpia Volpe. Maria Luisa Cascella, Daniela Nobile, Ciro Lattero, Giancarlo Nobile.............

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Cara Stefania, domani 17 giovedì ci sarò, ma non basta fare una manifestazione solo a Napoli. Si deve fare una manifestazione a Roma, sotto il Parlamento e fare convergere un milione di donne che protestano per la loro dignità offesa e calpestata.
Quello che sta succedendo nei confronti della 194 ecc.
E' UN ATTACCO ALL'UNICO POTERE CHE LA DONNA HA:LA PROCREAZIONE, e l'unico modo che l'uomo ha per sottomettere questo potere è FARE LEGGI CONTRARIE ALLA LIBERTA' DI SCELTA DELLA DONNA.
Pensa alla opportunità di organizzare su Roma.
Ciao Marisa Lodovici liliani.
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Dopo l'irruzione della polizia al Policlinico di Napoli su segnalazione
anonima per il sospetto che fosse in corso una violazione della legge 194,
mentre nel pieno rispetto della legalità si era appena effettuato un aborto
terapeutico su una donna che purtroppo aveva riscontrato gravi malformazioni
fetali, risulta chiaro che in Italia esiste un fortissimo rischio di
deriva fondamentalista e di crisi della libertà e autoderminazione
femminile. Anche se distratta dal triste spettacolo mediatico della campagna
elettorale l'opinione pubblica deve essere scossa, e chi ha ancora voce per
farlo deve far sentire, in modo forte e chiaro, che c'è una emergenza
democratica che riguarda i diritti di scelta sul corpo e sulla
procreazione da parte delle donne. Diritti che, se ristretti o negati,
producono inevitabilmente una restrizione degli spazi di libertà in tutto il
resto della società.
La maternità responsabile, libera e accolta, anche quella adottiva e
affidataria, come un valore fondamentale dalla società, è stata uno degli
orizzonti prioritari di azione e di impegno da parte dei movimenti delle
donne sin dall'inizio del dopoguerra. Oggi misuriamo con sgomento la messa
in discussione di un percorso di civiltà e il rischio di deriva autoritaria
e di controllo bellico sul corpo delle donne (e per traslato quindi anche su
quello degli uomini) simile a quella che vige in paesi dove ancora lontana è
la realizzazione della laicità. L'Italia è un paese che si definisce laico,
e che viene spesso guardato da chi cerca di sfuggire alla brutalità di
regimi autoritari e illiberali come un approdo migliore: dopo i fatti di
Napoli, e dopo che abbiamo appreso dalla tv che il motivo dell'irruzione
della polizia era per 'sospetto feticidio' temiamo che questo paese non sia
più un luogo sicuro per le donne, native o migranti, se un diritto sancito
da una legge è così platealmente e crudelmente messo in discussione. In
Italia le donne vengono violentate, picchiate e uccise nelle loro case senza
alcun intervento preventivo anche quando si è al corrente di situazioni di
grave pericolo, e ora le donne sanno che può bastare una anonima e mafiosa
segnalazione alla polizia per vedersi arrivare, ancora doloranti per un
intervento comunque sempre drammatico, le forze dell'ordine come se si fosse
delle delinquenti. Cosa deve ancora accadere in Italia prima che sia troppo
tardi? Credo che si debba pensare, tutte e tutti insieme, ad azioni forti
che in tutto il paese, prima delle elezioni, dicano a chi si candida alla
guida politica che ci sono donne e uomini che non daranno più il loro
consenso a chi non garantirà, in modo inequivocabile, i diritti di scelta
libera sul corpo, sulla sessualità e sulla riproduzione.
Così come non si vota chi dice sì alla guerra non si può votare chi dice sì
alla limitazione dell'autodeterminazione delle donne. Se è vero che la
libertà delle donne è civiltà allora è arrivato il momento di rendere
visibile questa affermazione, anche con momenti collettivi di incontro e di
sostegno alla laicità dello stato e alla cittadinanza sessuata.

Monica Lanfranco
www.monicalanfranco.it
www.mareaonline.it

 

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"LA LEGGE E´ UGUALE PER TUTTI", ma non per "tutte"- -
- LE DONNE SOCIALISTE

Quanto è avvenuto a Napoli, è qualcosa che va oltre ogni convinzione religiosa o appartenenza politica. Lo avevamo più volte segnalato che manca un´indignazione collettiva verso un comune interesse, come la 194 che ha salvato le vite di tante donne. Il fatto di non aver reagito ai primi attacchi mossi dal Vaticano nei confronti delle donne ci ha portato a un atto di violenza che non ha precedenti. Un giudice che ha studiato Diritto Laico in un´Italia tollerante e matura non può lasciarsi condizionare da convinzioni religiose, ma veniamo ai fatti. Una donna, essere pensante, senziente, in grado di decidere autonomamente, non assassina, né automa disumanizzata, scopre che il feto che porta in grembo è affetto da una grave malattia cromosomica e decide di interrompere la gravidanza. L´aborto è effettuato al Policlinico di Napoli, la gravidanza è alla 21° settimana, l´art.6 della legge 194/78 glielo permette. Fin qui tutto normale, ma la cosa che fa riflettere è, l´irruzione dei carabinieri nell´ospedale, per acquisire prove su un probabile feticidio. Il materiale abortivo viene sequestrato, la vicina di letto della donna intimidita e minacciata. La caccia alle streghe è iniziata. Noi Donne Socialiste condanniamo questo gesto, lo consideriamo conseguente all´idea di richiesta della moratoria sull´aborto, polemica che fa seguito alla vittoria della moratoria sulla pena di morte. In poche parole si è voluto equiparare l´interruzione di gravidanza, atto estremo per ogni donna, a un omicidio o meglio a un´esecuzione. La 194 è la nostra legge,fu una gigantesca conquista di civiltà, una legge buona, votata trasversalmente, non nacque per incentivare l´aborto, ma per salvare le vite di donne, costrette a ricorrere alle mammane, in quasi 30 anni di applicazione, ha ridotto il numero degli aborti di più del 40%, affermando il diritto di una maternità consapevole, non subita, non estorta, non imposta dalle convinzioni religiose o dalla violenza. La libertà di scegliere per le donne spesso si traduce nel dover fare i conti con la propria coscienza e un bambino mai nato ci seguirà per tutta la vita,solo una donna ha il potere di decidere se accettare o no un concepimento come inizio non solo biologico di un essere umano, in questa società dove la maternità è sempre più un dogma che una scelta, in un Italia che salvaguarda l´embrione e non la madre e il bambino. Siamo accanto alla donna di Napoli, vittima di una società impazzita, che dimentica come ogni aborto, sia legato a una scelta drammatica, a cui nessuna donna fa ricorso a cuor leggero, e condividiamo con le amiche dell´UDI l´indignazione e la protesta, saremo con loro nella difesa dei nostri diritti, prima che si arrivi, ma ci siamo quasi, a una demonizzazione laica della contraccezione, e corpo del reato tutti i preservativi che si usano nelle nostre strade.

 LE DONNE SOCIALISTE
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